Visualizzazione post con etichetta scenografia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scenografia. Mostra tutti i post

martedì 29 marzo 2011

Umberto Brunelleschi (1879-1949)

Raffinatissimo pittore e illustratore, cartellonista e caricaturista (sotto pseudonimi come Aroun-al-Raxid e Aron-al-Rascid), costumista e scenografo (qui accanto una sua maquette), attivo collaboratore di riviste di moda e belle arti come il Journal des Dames et Des Modes e la Gazette du Bon Ton, nonché fondatore e direttore artistico della breve ma significativa La Guirlande d'art et de la litterature nel 1919-20.

Ideatore di costumi per locali come il Folies Bergère e il Casino de Paris (nonché celebrità come Joséphine Baker), raggiunge anche luoghi d’eccellenza come il Teatro alla Scala di Milano e il Maggio Musicale Fiorentino, con i saloni parigini e la Biennale di Venezia che si contendono esposizioni di suoi originali realizzati per preziosissime edizioni di fiabe e capolavori della letteratura di ogni tempo.


Su Internet ci sono un paio di voci enciclopediche su Wikipedia (in francese e inglese) e Fashion Model Directory, ma soprattutto si rintracciano agevolmente sue opere (anche piccanti) che davvero mozzano il fiato, perfino accompagnate dalla musica di Brahms...


Chi vuol approfondire la goduria visiva può cercare la monografia su “illustrazione, moda e teatro” di Cristina Nuzzi edita da Franco Maria Ricci nel 1979 e il catalogo per una mostra di dieci anni dopo curata a Parma da Giuliano Ercoli, che ha poi raccolto le sue memorie Da Montemurlo a Parigi per Media Edizioni nel 1990 e un’antologia trilingue di sue illustrazioni “galanti” (dal 1930 alla scomparsa) per Glittering Images nel 1992. Eppure resta ancora molto da esplorare...

mercoledì 26 gennaio 2011

Adelina Zandrino (1893-1994)

Pittrice, ceramista e illustratrice (qui accanto una sua bella terracotta decorata del 1926), già a vent’anni tiene la sua prima mostra – a Rapallo, ma esporrà anche a Buenos Aires e Los Angeles – e si muove tra illustrazione editoriale, grafica commerciale, decorazione d’ambiente e pittura “da cavalletto”, non disdegnano esperienze da costumista teatrale e perfino cartoline.

Sue tracce rimangono soprattutto su Wikipedia (in cui si trova un’ampia scelta bibliografica) e Cartantica, ma anche le Collezioni d’Arte della Fondazione Cariplo e il Dizionario Universale delle Belle Arti basato sul Comanducci.

In Rete si trovano sue opere d’arte sacra, alcune deliziose cartoline e perfino un blog russo non sfugge al suo fascino, raccolto più comprensibilmente da una casa d’aste tedesca.

Curiosamente il suo nome non compare nel bel volume cARToline, uscito in tempo per un recente Salone della Regione Lombardia (organizzato come sempre dall'azienda di un senatore bibliofilo)... ma l’esperto Enrico Sturani nelle avvertenze iniziali annuncia due seguiti al ponderoso tomo. Li aspettiamo già da ora.

martedì 18 gennaio 2011

Emanuele Luzzati (1921-2007)

Illustratore, decoratore e ceramista, ma soprattutto scenografo e costumista, nonché autore di cinema d'animazione e teatro (qui accanto una sua Turandot del 1975). Un'altra eccellenza italiana nota in tutto il mondo e che, complice la sua longevità, si è visto riconosciuto in più forme il suo talento... non ultimo un multiforme museo dal 2001 nella sua Genova, dove nel 1975 ha fondato il Teatro della Tosse.

Nella sua carriera ha firmato oltre 500 scenografie per prosa, lirica e danza nei principali teatri italiani e stranieri (Scala compresa), scrivendo e illustrando decine di libri per l'infanzia, eseguendo pannelli, sbalzi e arazzi con architetti per arredi navali e locali pubblici.

Il web straripa di materiale su di lui, da Wikipedia, alla pagina Facebook, dalla Fondazione Fossati a WUZ e Interlinea. Sue serigrafie si trovano in edizioni d’arte e in gallerie virtuali, oltre a un vero e proprio festival che pochi mesi fa ha celebrato la sua arte, comprese celebri animazioni come La gazza ladra (1964) da Rossini e Il Flauto magico (1978) da Mozart. Il suo Pulcinella è da sempre il simbolo dei premi assegnati al festival Cartoons on the Bay.

Per chi vuol saperne di più, oltre al bel libro-intervista di Rita Cirio Dipingere il teatro su sessant'anni di scene e incontri, ci sono due belle interviste in tarda età, oltre a una mostra romana fino a marzo e all’uscita di un cofanetto con 3 dvd dalle sue opere d’animazione rossiniane. Perché la vera arte non muore mai.

martedì 28 dicembre 2010

Mario Pompei (1903-1958)

Un gigante assoluto, scelto non a caso dalla direttrice Paola Pallottino per l’esposizione d’esordio del Museo dell’Illustrazione nel 1993.

La sua scheda su Wikipedia e ancor meno quella della Fondazione Fossati (Lambiek nemmeno andrebbe citata) non riescono a rendere l’idea di che cos’altro avrebbe potuto inventare questo artista multimediale di proporzioni leonardesche, se non fosse stato stroncato da un infarto a 55 anni...


Tanto per dire, oltre che illustratore e scenografo (qui accanto una sua celebre copertina del 1921) fu costumista e commediografo, nonché ideatore di fiabe e fumetti, giocattoli e arredi (ispirati spesso a sue creature come Margheritina, il Prode Anselmo o Pinco Pallino), lavorando dal 1936 anche in radio (sono disponibili due audio restaurati, nonché la favola E Carotina diventò regina del 1952 su iTunes) e in trasmissioni televisive per ragazzi come la seminale La scatola magica (1955-56): tra i collaboratori figura una giovane Maria Perego, che quando inventerà Topo Gigio avrà di certo in mente il Gallo Gigio del suo maestro.


A lui sono stati dedicati L’altra faccia del pupazzetto, terzo volume della celebre collana Cento anni di illustratori (edito dalla Nuova Cappelli nel 1978 con introduzione di Ennio Zedda e ristampato con 12 cartoline da Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri nel 1989) e una mostra con catalogo nel 1990 dai suoi bozzetti e figurini per la Parisina di Gabriele D’annunzio del 1926, esposti al Vittoriale lo scorso febbraio.


Lungo una carriera durata quarant'anni e conclusasi da oltre mezzo secolo, la sua raffinatezza non manca di stupire e soprattutto di emozionare anche all'inizio del nuovo millennio, per meglio affrontare la navigazione perigliosa di questi tempi.