domenica 30 gennaio 2011

Leonetto Cappiello (1875-1942)

Uno dei padri della cartellonistica italiana moderna (qui accanto il manifesto pubblicitario parigino del 1924 usato l’anno scorso per la copertina di uno degli innumerevoli romanzi di Andrea Camilleri), caricaturista e illustratore stabilitosi a Parigi (insignito della Legion d’Onore nel 1914), creatore grafico nel 1909 del primissimo antieroenoir Zigomar, ma anche decoratore d’interni con affreschi e autore di pregiate acqueforti...

Ancor oggi le sue scelte grafiche e intuizioni moderne vengono seguite spesso pedissequamente e quasi sempre senza accorgersene pressoché dalla totalità dei cosiddetti “creativi” ma anche dai professionisti della comunicazione in senso lato.

Oltre a Wikipedia e il sito ufficiale a cura della famiglia (in francese e inglese), si trovano profili biografici sulla Encyclopedia of Irish & World Art, sul portale dell’Arte Liberty in Italia, in gallerie d’arte, alcuni blog appassiona(n)ti (come speriamo il nostro) e perfino presentazioni in Power Point.

Non manca addirittura uno studio sul suo albero genealogico e un’analisi semiotica dei suoi manifesti realizzati per la Cinzano, anche se la goduria per gli occhi sono sempre i suoi manifesti rintracciabili in molti siti e sempre ammirevoli per gusto e impostazione.

Per chi non resiste (giustamente) al fascino di saperne di più, rimane imperdibile il catalogo di una mostra newyorchese del 2004... che pur non avendo in pratica bisogno di un’edizione italiana non sarebbe male vedere nelle librerie del Bel Paese: la speranza è l’ultima a morire, dice la saggezza popolare.

sabato 29 gennaio 2011

Chiara Rapaccini (1954)

Laureata in pedagogia, grafica e scenografa, ma anche arredatrice e scultrice, scrittrice di libri per ragazzi e romanzi satirici quanto mai ironici e scanzonati, illustratrice per Corriere della Sera, la Repubblica e il manifesto, autrice di film di animazione per la RAI e il cinema (oltre a disegnare locandine per Mario Monicelli, suo compagno dal 1973), collaboratrice del Teatro di Roma e docente dal 1995 all'Istituto Europeo del Design di Roma... La gamma di espressione di questa fiorentina d’assalto non sembra aver mai fine, giustamente premiata da riconoscimenti come il premio Battello a Vapore della Città di Verbania nel 1999.

Al di là del suo frizzante sito ufficiale, lei stessa ha scritto un breve profilo e il Festivaletteratura l'ha ospitata riassumendone la carriera. Si trova anche una mini-intervista per il Corriere della Sera nel 2005, oltre alla mostra all’Istituto Italiano di Cultura newyorchese del 2009.

Qui sopra il bel manifesto realizzato per il festival di Courmayeur del 2001 (disponibile anche in alta definizione), mentre non mancano altre sue sculture e arredi.

Chi non le conoscesse, può sorridere con le sue divertenti cartoline sugli “amori sfigati” usciti per san Valentino un anno fa, presentati in una lunga, spiritosa intervista. Distratti da un indistinto mercimonio che sembra applicarsi a tutto, in un Paese dove il capo della polizia si chiama Manganelli e il segretario generale dei vescovi Crociata, la levità e l’intelligenza di autori come "Rap" sono necessari come respirare. Non fatevela scappare.

giovedì 27 gennaio 2011

Walter Molino (1915-1997)

Impossibile riassumere in poche righe uno degli autori italiani ancor oggi più ricordato, grazie soprattutto alle copertine (qui accanto il disegno per una del 1958, sempre drammaticamente attuale...) per La Domenica del Corriere, periodico continuamente protagonista da mostre che ne perpetuano il ricordo dopo la chiusura nel 1989 (compreso il bel testo Corrierino, Corrierona su Google Libri).

Ci affidiamo per brevità alle voci di Wikipedia e Fondazione Fossati, un paio di blog italiani, più un profilo dell’esperto Gianni Brunoro su Fumetto, ma anche l’olandese Lambiek e un blog francese.

Sue opere si trovano qua e per il web, con particolarità sul calcio e Grand Hôtel (di cui disegnò la testata nel 1946, tenendo a battesimo i fotoromanzi) nel sito del milanese Liceo Berchet, oltre ad altri appassionati della Domenica che condividono i loro tesori. Non manca un’intervista di Vincenzo Mollica del 1983, anche se ci piacerebbe rivedere la chiaccherata con Giampiero Mughini, Isa Barzizza e un giovane Fabio Fazio nella puntata d’esordio di Mai dire mai, addì 1989...

Dotato di “un talento scandaloso” (Indro Montanelli dixit) e capace di “trasformare la realtà in poesia, rispettandola” (Marcello Marchesi), il Nostro ha lasciato un segno indelebile che, come ha scritto Oreste del Buono, ha raccontato “fatti e misfatti, di povera gente o somme autorità, colte in momenti significativi, senza adulazione, ma senza neppure denigrazione, con affettuosa comprensione e leale pietà”. Di questi tempi, un esempio ancor più prezioso.

mercoledì 26 gennaio 2011

Adelina Zandrino (1893-1994)

Pittrice, ceramista e illustratrice (qui accanto una sua bella terracotta decorata del 1926), già a vent’anni tiene la sua prima mostra – a Rapallo, ma esporrà anche a Buenos Aires e Los Angeles – e si muove tra illustrazione editoriale, grafica commerciale, decorazione d’ambiente e pittura “da cavalletto”, non disdegnano esperienze da costumista teatrale e perfino cartoline.

Sue tracce rimangono soprattutto su Wikipedia (in cui si trova un’ampia scelta bibliografica) e Cartantica, ma anche le Collezioni d’Arte della Fondazione Cariplo e il Dizionario Universale delle Belle Arti basato sul Comanducci.

In Rete si trovano sue opere d’arte sacra, alcune deliziose cartoline e perfino un blog russo non sfugge al suo fascino, raccolto più comprensibilmente da una casa d’aste tedesca.

Curiosamente il suo nome non compare nel bel volume cARToline, uscito in tempo per un recente Salone della Regione Lombardia (organizzato come sempre dall'azienda di un senatore bibliofilo)... ma l’esperto Enrico Sturani nelle avvertenze iniziali annuncia due seguiti al ponderoso tomo. Li aspettiamo già da ora.

martedì 25 gennaio 2011

Aldo Di Gennaro (1938)

Dopo l’esordio da fumettista per lo studio Dami e il Corriere dei Piccoli, ottiene particolare successo con la serie “Il Maestro” sul Corriere dei Ragazzi, scegliendo poi di dedicarsi all’illustrazione (e che illustrazione!) per libri – se ne trovano ancora parecchi nelle bancarelle di tutt’Italia – e riviste del gruppo RCS. Il suo carnet comprende così copertine e immagini sempre emozionanti per La Domenica del Corriere, Corriere Salute, Salve, Amica, Qui Touring, Capital e oggi la collana Almanacchi della Sergio Bonelli Editore (qui sopra un’evocativa immagine del piccolo Ray Bradbury per l’Almanacco della Fantascienza 1998), di cui è appena uscito quello del West.

Maggiori dettagli si evincono dal sito ufficiale e dalla Fondazione Fossati, oltre alla solita striminzita (ma significativa) Lambiek.


Soprattutto, sul web si recuperano con facilità una succulenta selezione di opere tra le tantissime realizzate in oltre mezzo secolo di professionalità indiscussa, oltre alle segnalazioni di premi e mostre dedicategli negli anni: la prossima al Napoli Comicon in aprile.


Per chi vuole saperne di più, rimane tuttora imprescindibile la monografia Linee di fuga uscita nella collana Profili della Glamour nel 2001 con la sua caratteristica forma quadrata: ma la possenza e la bellezza delle opere del Nostro meritano da tempo una nuova pubblicazione cartacea: c’è qualche editore in ascolto, là fuori?

lunedì 24 gennaio 2011

Chiara Carrer (1958)

Una delle più originali e prolifiche illustratrici italiane (come vedete nel disegno qui accanto), attivissima nella didattica presso biblioteche, scuole pubbliche e private, organizzando laboratori di pittura, incisione e corsi di illustrazione, dimostrando i molteplici campi di declinazione della propria arte.

Ha ottenuto premi e riconoscimenti prestigiosi, come il Premio Unicef nel 1995 e l’Andersen nel 1999, oltre a mostre importanti in Italia, Giappone, Brasile e Repubblica Ceca. Suoi profili si trovano su ChiaLab, dai TopiPittori e in spazi web di diversi editori, anche internazionali, oltre a bibliografie e al Festivaletteratura di Mantova.


Inoltre è disponibile una sua lunga intervista radiofonica, più un paio di estratti dal documentario di mezz’ora Papervision #1, sul momento sempre magico della creazione artistica. Le sue opere e i suoi insegnamenti sono un aiuto non secondario nella quotidiana lotta contro l’omologazione visiva prima ancora che culturale.

giovedì 20 gennaio 2011

Silvano Campeggi (1923-2018)

Il nostro forse più celebre cartellonista cinematografico, chiamato in USA nel Dopoguerra a ideare e realizzare per le maggiori case produttrici più di 3000 manifesti e locandine in trent’anni, alcune rimaste davvero nella memoria collettiva: Via col vento, Un americano a Parigi, Cantando sotto la pioggia, West Side Story, La gatta sul tetto che scotta...

Tornato in Italia nel 1973, realizza grandi quadri e ritratti per l’Arma dei Carabinieri, più il ritratto di Salvo D’Acquisto per il francobollo commemorativo dalle Poste Italiane nel 1975. Alcune mostre recenti sono state l’occasione per ritrarre attori e registi conosciuti a Hollywood, oltre a nuovi dipinti ispirati al calcio storico fiorentino, poi allestiti in mostre in Toscana e a Lione (qui accanto il disegno per una sulla Giostra del Saracino): nel 1999 il Comune di Firenze lo nomina Magnifico Messere del calcio in costume e l’anno seguente riceve il Fiorino d’Oro, massimo riconoscimento cittadino.

Oltre al sito ufficiale e alla voce su Wikipedia (solo in inglese), in Rete si trovano suoi profili in siti editoriali e da una mostra su Pinocchio del 2003, oltre a quella aperta fino allo scorso autunno dove vive in provincia di Firenze.

A parte la bella chiaccherata su Fumetto dell’ANAFI di tre anni fa e le raccolte più o meno virtuali di manifesti, una manciata di sue opere è visibile, oltre a più di un’intervista filmata e documentari apparsi in occasione delle mostre più recenti.

Testimone diretto di un’epoca dove la comunicazione visiva legata a un prodotto cinematografico era quasi interamente nelle sue mani, con il suo lavoro rimane ancora un punto di riferimento oltre che una continua fonte di emozioni.

Purtroppo, prosegue qui... 

mercoledì 19 gennaio 2011

Iris De Paoli (1925-1985)

Una delle nostre migliori illustratrici più (ingiustamente) dimenticate, sul web incredibilmente censita soltanto dalla fumetteria Lambiek di Amsterdam.

Protagonista della mostra “Iris De Paoli, Dalle Ande agli Appennini” al Castello di Belgioioso (PV) nel 2001, è ovviamente riapparsa nella grande esposizione milanese del 2009 sul Corriere dei Piccoli (qui accanto l’originale per una copertina del 1962), con il relativo, preziosissimo catalogo Skira (che vi consigliamo caldamente di recuperare).


Oltre ai suoi fumetti, molti l’hanno conosciuta grazie alle sue immagini – nel testo in bianco e nero, con tavole a colori e un’allegra copertina – di Cion Cion Blu, un delizioso libretto di Giuseppe “Pinin” Carpi edito da Garzanti nell’ottobre 1968.


La ricordava affettuosamente quattro anni fa in una divertente intervista in cui l’ex direttore Giancarlo Francesconi citava Aldo Di Gennaro e Mario Uggeri come “bravissimi e amici di vecchia data, anche se come ripeto sempre con le loro intemperanze hanno rovinato i migliori anni della mia vita. Insieme a loro c’era la bravissima e un po’ dimenticata Iris De Paoli: spesso, inorridita dai discorsi orribilmente maschilisti di Uggeri e compagni, fuggiva in un altro ufficio dopo aver tolto loro il saluto per un periodo che dipendeva dall’entità delle volgarità pronunciate”.


Anche grazie a questo nostro (indegno) spazio, speriamo di contribuire a tenerne viva la memoria e, chissà, recuperare in maniera organica il suo lavoro. In Italia niente è più inedito dell’edito, diceva Mario Missiroli...