domenica 6 gennaio 2013

Francesca Capellini (1978)

Giovane illustratrice, sempre sospesa fra un certo gusto retrò e un forte design moderno, “figlia di giornalista, amante delle storie e del raccontare”, dalla natìa Bergamo si trasferisce 18enne a Bologna per frequentare il DAMS, oltre a corsi di fotografia, incisione, disegno e storia dell’illustrazione, in un frullato artistico che le torna utile in diversi momenti della sua carriera. Laureatasi in Storia dell’Arte, nel 2004 vince una borsa di studio per la Bristol School of Animation, dove incontra al corso di stop motion gli insegnanti della celebre Aardman Animations di Peter Lord e David Sproxton.

Tornata in Italia nel 2005, inizia a lavorare nello studio multimediale Làstrego & Testa di Torino, producendo per la Rai serie televisive per ragazzi. Nel capoluogo piemontese, “tenacemente incuriosita” dal mondo dell’illustrazione, s’iscrive all’Istituto Europeo di Design e nel 2010 si diploma in illustrazione, pubblicando fumetti di “graphic journalism” sulla oggi scomparsa rivista Animals, ma soprattutto illustrazioni per quotidiani italiani (come nella rubrica “Il Punto di vista” su L’Eco di Bergamo) e internazionali, oltre a creare collage d’arredamento.

All’inizio del 2011 si trasferisce a New York, per poi spostarsi in autunno a Parigi, da dove lavora in particolare per La lettura (l’inserto culturale della domenica allegato al Corriere della Sera), dal cui numero di oggi abbiamo tratto l’immagine qui sopra, e realizza libri illustrati per ragazzi (senza disdegnare di accompagnare racconti inediti). Due anni fa la nostrana Associazione Illustratori l’ha nominata Miglior Nuovo Talento: niente male, per poi vedersi gratificata di mostre personali a Bologna e Fidenza (PR).

Sul web si trova il suo sitoufficiale, un blog soprattutto fotografico, uno spazio di e-commerce intitolato La Signora BonBon, uno scarno Tumblr e uno straripante Instagram, oltre a una pagina Facebook e un profilo su FART gallery. Non manca una bella bellissima descrizione di una sua giornata, ma è facile prevedere che di lei si sentirà sempre più parlare... oltre che (un bel) vedere le sue opere.